ANATOMIA EMOTIVA

Alla scoperta delle CASE del SENTIRE

Conoscere il corpo è un viaggio, comprenderlo è una meravigliosa avventura, poiché il corpo, come scrive Pennac, è l’ambasciatore tra mente e cuore, ovvero il traduttore delle sensazioni.

Quest’anno, il lavoro fatto nel percorso di Circomotricità (4/6 anni), si è concentrato proprio sull’esplorazione del corpo e del suo universo interiore come: organi, muscoli, ossa e nervi.
Il corpo, abbiamo scoperto insieme ai bambini, è come una mappa fatta di sentieri che portano agli organi, i quali sono “case del sentire”, fonte dell’essere, motore della vita e ricettacoli sensibili alle emozioni che abitano in noi.

Il corpo si trasforma continuamente, cresce e cambia, si modifica e varia di colore a seconda delle emozioni che lo invadono. Alcune volte può capitare di sentire il corpo pesante come una pietra quando si è stanchi, immobile e rigido quando ci si sente bloccati dalla paura, leggero come una piuma quando si è sereni, o di sentirsi piccoli piccoli, quasi invisibili, quando ci si sente imbarazzati.

La vita di tutti giorni ci porta sempre di più all’immobilità e alla rigidità fisica, allontanando i bambini dal piacere di esprimersi con il proprio corpo, dal piacere di muoversi in libertà e dalla gioia del movimento. È fondamentale quindi attivare delle esperienze che rimettano in dialogo il corpo, il movimento  e l’emozione.

L’obiettivo di questo progetto è stato una lettura dell’organismo e delle sue funzioni in relazione alle emozioni che lo attraversano e che spesso e volentieri lo modificano. Si è cercato, per l’appunto, di individuare le case del sentire, ovvero quegli organi che rappresentano l’origine e lo sviluppo delle nostre emozioni per dar voce a un’autentica anatomia emotiva, che si è tradotta, dopo un vissuto motorio, anche graficamente con la realizzazione di un personaggio(sagoma) che, mano a mano, ha preso vita grazie alle avventure vissute.

Con i bambini, abbiamo sperimentato in prim’ordine la funzione fisiologica degli organi del corpo: con dei percorsi psicomotori e utilizzando gli attrezzi della giocoleria e i tessuti aerei, abbiamo messo in scena il percorso che fanno le informazioni per arrivare al cervello, i sentieri che percorre il sangue all’interno del corpo, la strada che trova il cibo per arrivare allo stomaco e all’intestino. Successivamente abbiamo scoperto che gli stessi organi assolvono una funzione energetico-simbolica che corrisponde a ciò che conosciamo con il nome di emozione: ovvero che nel cervello risiede la capacità di concentrarsi, nel cuore la disponibilità di entrare in relazione con gli altri, nei polmoni vi è il fiato che serve per dare parole e voce a ciò che proviamo, nello stomaco dove il cibo si trasforma lo fanno anche le emozioni e ogni bambino crescendo, nell’intestino abbiamo visto che si possono tenere strette le cose che ci fanno star bene ( i sorrisi, gli abbracci, gli amici, ecc..) e farne rotolare via altre che è opportuno non rimangano a lungo dentro di noi (paura, vergogna, rabbia, ecc..).

Inoltre tutto il progetto è stato accompagnato da esperienze di carattere ludico-musicale volte all’ascolto attivo e all’espressività musicale, attraverso il movimento, la danza, il ritmo e l’esplorazione sonora di diversi strumenti.

In questo modo abbiamo raccontato del corpo, del corpo di ogni singolo bambino, di quello che il corpo racchiude, delle sue infinite possibilità di essere confine delle nostre emozioni e ponte verso le emozioni degli altri. Abbiamo scoperto di non essere perfetti, ma vivi e brulicanti di energia, per questo ci siamo allenati ad ascoltarci, per conservare l’autenticità di quel punto vivo che dovrebbe guidare la via del sentire di ogni essere umano.

L’augurio, che come educatrici facciamo a questi meravigliosi bambini incontrati sul nostro percorso, è quello di diventare ogni giorno più se stessi e che le avventure vissute insieme siano un mezzo per questa difficile e importante missione.