Sogni al Circo

Il progetto fotografico “sogni al circo“ nasce dalla continua ricerca creativa che caratterizza il “metodo educativo circolarmente” che, sempre più spesso porta la Scuola di Circo di Parma ad aprirsi ad altre discipline e collaborazioni con professionisti provenienti da ambiti artistici differenti.

Pensiamo ad esempio al progetto “CircolarmenTV” che nell’ultimo anno ha prodotto oltre 15 contenuti multimediali con il coinvolgimento diretto degli allievi, coordinati dal videomaker Nicola Licata.

Nello specifico questo progetto fotografico è stato ideato da Beatrice Mariotti,  fondatrice di Circolarmente nel 2008 con Albert Horvath.

Intervistiamo Beatrice: “Credo fortemente  che la creatività debba essere costantemente nutrita con stimoli artistici di alto livello, è fondamentale per chi vive della propria arte, e per chi lavora con i bambini aggiornarsi continuamente,   attraverso corsi specifici certo, ma anche  andando a teatro,  all’opera, alle mostre, concerti, oltre ad immergersi quanto più spesso possibile nella Natura, la più straordinaria tra tutte le opere d’arte.

E’ In questo movimento di ricerca che mi sono imbattuta nelle opere del fotografo tedesco, Jan Von Holleben.
Con il suo progetto “I sogni volanti” questo artista ha dato vita ai sogni dei bambini creando delle foto speciali: dei veri e propri tableaux vivants, in cui ha rappresentato le fantasie e i desideri dei più piccoli,  giocando sempre con le prospettive e stendendo letteralmente al suolo i  soggetti delle sue foto per creare l’illusione del volo.

Da qui nasce il desiderio di coinvolgere anche i nostri piccoli allievi dei corsi 4-5 anni per creare il nostro personale progetto “Sogni volanti al Circo”.
A questo punto non bastava più la creatività nel creare le ambientazioni, non bastava possedere km di stoffe e attrezzi bizzarri, non bastava avere un gancio al centro del soffitto a cui attaccare la fotocamera… Serviva il contributo tecnico di fotografi dotati della giusta dose di pazienza, capacità e attrezzatura professionale. Il desiderio di portare a termine il lavoro era tale che riuscii ad essere molto convincente quando proposi l’idea a Stefano Zoni e Nino Reali del Gruppo fotografico Obbiettivamente il cui nome, in assonanza con il nostro, non poteva che far presagire ottimi risultati…”

I numeri di questo progetto: 95 bambini fotografati, 2 fotografi, 1 regista, 5 educatori, 1 videomaker, 18 ore di set fotografico,  6 ore di tentativi e prove tecniche,  20 ore di post produzione, 12 tableaux. Dai 4 ai 70 l’età compresa delle persone coinvolte.

Ciò  che conferisce un valore speciale al processo è sicuramente lo scambio culturale e generazionale.

I bambini hanno sperimentato un nuovo modo di esprimersi con il corpo e con la mimica,  hanno contribuito alla creazione delle scene insegnandoci – grazie a una macchina fotografica appesa al soffitto – a guardare il mondo da un’altra prospettiva,  perché da lassù a volte i nostri pensieri sul mondo possono cambiare, e forse gli aerei e i razzi spaziali esistono proprio per ricordarcelo.